E MARVEL CREÒ L'UNIVERSO

Il Marvel Cinematic Universe si è affermato come il franchise più redditizio nella storia del cinema.

I ventidue film che (per adesso) lo compongono hanno incassato più di 17,5 miliardi di dollari in tutto il mondo.

Ma com’è successo che gli Avengers da personaggi di serie B dei fumetti sono diventati le colonne di un universo cinematografico coerente, di un immaginario potente e di una macchina da soldi imbattibile?

Nel 2008 ci credevamo in pochi. Pochissimi. Un film di supereroi? Ancora? Dedicato a un personaggio tutto sommato secondario? Con un attore protagonista appena uscito dal rehab e che non imbroccava una parte dagli anni 80?

Poi quella scena dopo i titoli di coda: che diavolo centra Samuel L. Jackson?

Perché ha in mano una cartelletta con stampigliata sopra una A frecciata e la scritta “Avengers Initiative”?

Da quel momento è iniziata l’inesorabile e rumorosa ascesa della Marvel.

In 11 anni di film, ed un’ingente quantità di personaggi, la casa produttrice, è riuscita a rendere il terreno fertile per l’ultimo capitolo di quella che è solamente la prima fase di un universo che non sembra avere fine.

Proprio “Avengers Endgame“, uscito al Cinema il 24 Aprile di quest’anno, è la punta di diamante dell’intera saga e non solo dal punto di vista economico.

Mindy Hamilton, vicepresidente della divisione marketing alla Disney Company (la Disney dal 2009 ha acquisito la Marvel per 4 miliardi di dollari), ha dichiarato:

“Dato che il nostro universo di fan si espande con nuovi personaggi e storie, così fa anche il nostro pubblico. E noi siamo cresciuti oltre il nostro target di fan tradizionali; ora si tratta dei millennial, dei teenager, è un pubblico multiculturale, ma anche composto da famiglie. E cerchiamo partnership che onorino ognuno di questi target.

Questo particolare film ha praticamente richiesto dieci anni di realizzazione, e ci siamo assicurati di avere il meglio del meglio quando si trattava di brand che potessero aiutarci a raccontare la nostra storia”.

Con Avengers Endgame la Marvel ha sfidato l’idea comune di ciò che è possibile al cinema.

È andata contro ogni logica convenzionale: che i sequel di solito non piacciono alla critica, che il cinema è ormai poco d’appeal nella battaglia contro lo streaming, che i film di lunghezza chilometrica allontano il pubblico (Avengers: Endgame dura 3 ore), che ogni studio assesta colpi vincenti ma incassa anche sconfitte. Invece il 22° capitolo della Marvel è l’apice di una lunga strada di successi.

La Disney nella sua campagna di promozione televisiva ha lavorato finemente perché si respirasse l’attesa di un qualcosa di epico. “Volevamo che si sentisse come un evento epico, importante, fondamentale e imperdibile“, ha dichiarato Asad Ayaz, presidente del marketing di Walt Disney Studios.

E in fondo Avengers Endgame è davvero qualcosa di epico: dopo che Thanos, con uno scocchiare di dita, aveva distrutto metà umanità, supereoi compresi, l’attesa era tutta per quella che è a tutti gli effetti la fine dell’attuale Universo cinematografico Marvel.

Avengers Endgame assomiglia al gran finale di una serie che è evento generazionale, qualcosa che vagamente ricorda quello che fu Harry Potter e i doni della morte – Parte 2, quando il maghetto sconfisse Voldemort.

Endgame ed Infinity War (rispettivamente ultimo e penultimo film), sono costati qualcosa come 1 miliardo di dollari, un budget impensabile fino a qualche anno fa.

L’incasso, rappresentante l’altra faccia della medaglia, per quanto riguarda prettamente la vendita dei biglietti, è stato di 2,048 e 2,767 miliardi di dollari.

C’è poi un’altra fonte di reddito altrettanto generosa: il merchandising.

Disney, non ha rilasciato informazioni sui volumi di incassi legati a giocattoli, accessori per la scuola, abbigliamento, cover di iPhone, parchi a tema e persino preservativi.

Il merchandising fa davvero la differenza. Così la Disney, attraverso Marvel, non solo straguadagna dai film ma utilizza i suoi film per moltiplicare gli introiti e riuscire a sostenere il peso delle ingenti spese che ad ogni pellicola si trova ad affrontare.

Nonostante i vari record frantumati da Endgame, i Fratelli Russo, non sono riusciti a raggiungere l’obiettivo dichiarato del film, superare Avatar nella classifica dei maggiori incassi (al botteghino) della storia.

La mossa di aggiungere scene inedite riproponendolo nelle sale in una versione integrale potrebbe non bastare a raggiungere i 21 milioni che servono. Il film di James Cameron rimane con i suoi 2,788 i miliardi di dollari al comando da ormai 10 anni, quando rivoluzionò il mondo del cinema con la nuova tecnologia 3D.

Tra due anni è inoltre atteso il sequel di Avatar, appunto ad una decade di distanza dal primo capitolo.

Il Marvel Cinematic Universe ha terminato la sua prima fase forgiando un’intera generazione.

I suoi supereroi continueranno a proliferare al cinema.

Numeri da capogiro ed un cast stellare vengono sostenuti da ritorni economici esorbitanti.

Un ecosistema, quello della casa di produzione Americana, che, per ora, si mantiene in perfetto equilibrio, come tutto dovrebbe essere, giusto per non allontanarsi troppo dagli Avenger ed i loro antagonisti.

Cosa ne pensi dell’articolo? 

Se non l’hai ancora fatto, leggi l’articolo sul Dropshipping!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *