Oggi giorno siamo bombardati da pubblicità, soprattutto quando ci affacciamo al mondo del web. Le vediamo in continuazione, sia che giochiamo con lo smartphone, sia mentre passiamo il tempo sui social media e anche quando facciamo delle semplici ricerche su Google.

La domanda a cui voglio rispondere oggi è: è possibile guadagnare con una campagna pubblicitaria? È veramente profittevole farle?

Prima di rispondere partiamo prima spiegando quali sono le variabili principali da tenere in considerazione per calcolare se vale la pena fare una pubblicità.

VARIABILI

Le prossime 3 variabili che ti spiegherò, sono importanti per andare a capire poi come calcolare se vale la pena o meno vendere un determinato prodotto o servizio tramite una campagna pubblicitaria.

Conversion rate (CVR)

Il conversion rate (tasso di conversione in italiano) rappresenta la percentuale di persone che fanno una determinata azione in rapporto alla quantità di persone totali che hanno avuto la possibilità di fare quella determinata azione.

Facciamo un esempio per capirci meglio.

Poniamo il caso che tu possieda un sito web. Supponiamo che su una pagina del tuo sito web vendi braccialetti.

Se su questa pagina questo mese sono entrati 1000 visitatori e 50 di questi hanno acquistato il tuo prodotto, significa che il tuo conversion rate, ovvero il tasso di conversione è del 5%, ovvero di tutti i 1000 visitatori che hai avuto, il 5% è stato convertito, ovvero ha fatto l’azione che tu desideravi ovvero hanno acquistato il prodotto.

Come puoi facilmente intuire, la formula per il calcola del conversion rate è molto semplice:
numero di persone che hanno compiuto l’azione / numero di persone totali.

In questo caso abbiamo parlato di vendite, ma il conversion rate possiamo applicarlo anche ad altro, come per esempio possiamo calcolare il conversion rate relativo a quante persone ci lasciano la mail.

Costo per click (CPC)

Il costo per click rappresenta il costo che dobbiamo sostenere per ogni click che otteniamo quando facciamo una campagna pubblicitaria.

Per esempio se facciamo una campagna tramite Google Ads e CPC è di 0,5 euro, significa che pagheremo 50 centesimi per ogni click che otteniamo.

Ovviamente più è alto il CPC e peggio sarà per noi perché significa che dovremo pagare di più per ottenere click e questo renderà più difficile il nostro obiettivo di riuscire a guadagnare con la campagna pubblicitaria.

Margine

Con la parola margine intendo il profitto che hai sulla vendita al netto di tutte le spese, come per esempio quelle di produzione, spedizione, tasse, rimborsi ecc.

Quindi se per esempio vendi un prodotto a 50 euro, ma hai 13 euro di costo di spedizione e 20 di produzione e 7 di tasse, allora il tuo margine sarà di 10 euro, ovvero i soldi che ti entrano al netto di tutto per ogni prodotto che vendi.

Qual è un conversion rate fattibile?

Il conversion rate è quindi una percentuale molto importante per noi. Purtroppo in giro per il web ci sono persone che ti prendono in giro dicendoti che puoi avere anche un 20/30% di conversion rate. Ciò significherebbe che su 100 persone che entrano nelle tua pagina web, 30 di loro comprerebbero.

Lasciatelo dire, queste cifre sono INFATTIBILI. Solo alcuni casi rarissimi riescono a superare il 20% di conversion rate.

Tutto ciò non me lo sono inventato, ma lo dice una ricerca effettuata da Wordstream, nella quale possiamo vedere che un conversion rate medio è del 2,35%. Coloro che fanno parte della top 25% di conversion rate hanno una media di 5,31 di conversion rate. Infine coloro che sono i top 10% nel loro settore hanno un conversion rate del 11,45%.

Quindi come hai visto solo il 10% delle persone migliori ha un conversion rate del 11,45% (molto lontano comunque dal 20/30% millantato dai ciarlatani).

Come calcolare se una campagna è profittevole

Ora vediamo i calcoli per capire se sia fattibile guadagnare con una campagna pubblicitaria.

Prendiamo questi dati:

  • Click ottenuti: 500 (500 persone hanno visitato la nostra pagina)
  • CPC: 0,44 (ogni click ci è costato 44 centesimi)
  • Margine: 12 euro (ogni volta che vendiamo un prodotto abbiamo 12 euro di margine al netto di tutto

Tabella Excel:

Come puoi notare da questa tabella excel, considerando che ogni click ti costa 44 centesimi e tu hai un profitto di 12 euro a prodotto, vai in profitto se riesci a fare una campagna che abbia un tasso di conversione di almeno un 4%.

Per stare sul sicuro è meglio considerare anche un conversion rate anche un po’ più alto dato che se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto, sarebbe molto facile finire in negativo.

Come fare per scoprire il tuo conversion rate?

Ovviamente per conoscere il proprio conversion rate devi fare comunque delle campagne pubblicitarie (con investimenti contenuti) accettando il fatto che molto probabilmente andrai in perdita, poi una volta che hai scoperto il tuo conversion rate, che mettiamo il caso sia del 2%, devi cercare di migliorarlo fino a portarlo ad una percentuale per la quale abbia senso fare la campagna pubblicitaria.

Se con vari test riesci a portare il conversion rate ad un livello per esempio del 5,5% (che in questo caso ti restituisce un buon profitto), allora puoi iniziare a investire somme maggiori in campagne pubblicitarie.

Ma ti ripeto che prima di arrivare a questi tassi di conversione (conversion rate) devi fare molti test spendendo anche dei soldi.

Come migliorare il conversion rate

A livello di marketing e digital marketing, non abbiamo molte possibilità di agire sul margine, dato che quello è il profitto netto per ogni vendita e quello dipende non dai noi (in quanto marketer). Il margine infatti dipende dall’efficienza delle produzione, le capacità di evitare gli sprechi dell’azienda ecc. Quindi il margine non è qualcosa che ci riguarda troppo da vicino.

ATTENZIONE: per tutti coloro che hanno intenzione di iniziare una carriera nel marketing, consiglio caldamente di leggere questo articolo!

Ciò che è più affine al tuo lavoro di marketer è invece il conversion rate. Per migliorare però il conversion rate il discorso è abbastanza lungo e quindi preferisco approfondirlo in un prossimo articolo.

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